Archivio Mensile: Agosto 2020

Grandi opere

Rilancio della domanda in tempo di crisi: le grandi opere non servono

Se si vuole alimentare la domanda effettiva per contrastare efficacemente il ciclo, molto meglio finanziare piccole (e piccolissime) opere, come manutenzioni di ospedali e scuole, efficientamenti energetici, rinaturalizzazione degli alvei fluviali, conversione dell’agricoltura a pratiche meno idrovore…,  ricordandosi, al contempo, di potenziare convenientemente la capacità tecniche di progettazione, realizzazione e gestione dei manufatti da parte degli enti locali, oggi drammaticamente sottodimensionate.

Overshoot Day 2020: alcune riflessioni

Il ritardo dell’overshoot day non è il primo dato che conferma la relazione lapalissiana tra la riduzione del Pil e la diminuzione dell’impatto ambientale.Le riduzioni di questi fattori della crisi ecologica non ci sarebbero state se il Pil non fosse diminuito e questo è un fatto positivo, ma oltre a non essere sufficienti, non sono consolidate e non sono selettive. E questi limiti le rendono estremamente precarie. Il fatto che non siano sufficienti è più grave di quanto si possa pensare perché, se si sono oltrepassati i limiti della sostenibilità ambientale, la riduzione di un aumento è pur sempre un aumento, ovvero un aggravamento della crisi. Il vero fattore di svolta è una diminuzione in valori assoluti.

Giuramento Mattarella Montecitorio

Referendum costituzionale: perché NO

A nostro avviso la riduzione dei parlamentari non darà più potere ai cittadini, ma ai gruppi di potere partitici ed economici capaci di sostenere il peso economico e organizzativo delle campagne elettorali.
Votare Sì significa rafforzare i poteri che già oggi spadroneggiano sulla scena pubblica, piegando la democrazia alla realizzazione dei loro interessi.
Votare No significa rafforzare la validità del progetto costituzionale, mantenendo la possibilità di lavorare alla costruzione di una società più giusta ed equa.

COVID-19

Dalla pandemia alla recessione (e dalla ripresa economica a una nuova pandemia?)

L’attuale crisi economica non è una delle crisi di sovrapproduzione che hanno scandito la storia del modo di produzione industriale. L’economia mondiale non è stata fermata da un eccesso di offerta sulla domanda che abbia costretto a ridurre la produzione facendo aumentare la disoccupazione e, di conseguenza, abbia comportato una ulteriore diminuzione della domanda avviando una spirale recessiva che si avvita su sé stessa. L’economia è stata fermata da un virus che si è diffuso rapidamente nella specie umana e dalla decisione politica della maggior parte dei Paesi di confinare la popolazione in casa per limitare i contagi. La scelta di dare la prevalenza alla tutela della salute sul profitto ha inevitabilmente danneggiato l’economia, ma, per la prima volta nella storia del modo di produzione industriale, la scelta opposta, di far prevalere le ragioni del profitto sulla tutela della salute umana, non l’ha avvantaggiata.

Urbanistica

Urbanistica e decrescita: l’urgenza di un mutamento di paradigma

Tra i tanti aspetti che dovrebbero essere affrontati, merita richiamare, per l’ennesima volta, l’attenzione sul fatto che, in particolare in Italia, si è costruito troppo.
I dati che annualmente l’Ispra (Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione Ambientale) mette a disposizione sul consumo del suolo sono semplicemente sconvolgenti: 14 ettari di suolo verde consumati al giorno, 2 mq al secondo, per una popolazione in declino demografico: è come se, nell’ultimo anno, avessimo costruito 456 mq per ogni abitante in meno. Ed il consumo di suolo cresce persino nelle aree protette, nelle aree vincolate per la tutela paesaggistica, in quelle a pericolosità idraulica media e da frana e nelle zone a pericolosità sismica.