A DIFESA DELLE DOLOMITI UN APPELLO ALLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE E COMITATI CIVICI


E’ un matrimonio “contro natura” quello che si sta celebrando tra le Dolomiti e i Giochi Olimpici Invernali del 2026. Appena si è alzato il “velo ipocrita del greenwashing” è esplosa, attraverso la programmazione di una miriade di piccoli e grandi interventi urbanistici e infrastrutturali, la molteplice criminale dissipazione di suolo naturale.

Il Gruppo di Intervento Giuridico, con l’intento di salvare il salvabile, ha rinnovato istanza per la V.A.S., Valutazione Ambientale Strategica, che dovrebbe misurare nel “tempo geologico” e nello “spazio geologico” l’impatto cumulativo dei diversi interventi antropici previsti e della loro reciproca “interazione anti-ecosistemica”. Invito le associazioni e i comitati, appena a conoscenza del dettaglio delle opere e degli interventi in programma, a segnalarli al Grig, a completamento e integrazione dell’istanza con cui si richiede nuovamente l’attivazione della procedura di “valutazione ambientale strategica”. Devono essere oggetto di V.A.S. , oltre a quelli indicati nell’istanza del Grig (http://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2022/03/02/olimpiadi-invernali-milano-cortina-2026-deve-esser-fatta-la-procedura-di-valutazione-ambientale-strategica-per-evitare-scempi-ambientali-e-sprechi-di-denaro-pubblico/), gli interventi per impianti, bacini idrici artificiali, strade e piste sulle Tofane che hanno comportato la perdita di 30 ettari di superficie boschiva e di 19 ettari di superficie a prato, gli interventi per la costruzione di ben due tangenziali nelle aree verdi e dall’alto valore paesaggistico del comune di San Vito di Cadore e del comune di Cortina, gli interventi per l’insediamento del villaggio olimpico in località Fiames nel Parco Naturale Regionale Dolomiti d’Ampezzo, l’intervento di trasformazione dell’area della ex stazione ferroviaria di Cortina con la costruzione di appartamenti, negozi e parcheggi secondo una stolta logica pianificatoria che si pone in contrasto con l’auspicabile ripristino della ferrovia delle Dolomiti.

Una manifestazione sportiva mondiale di due settimane non può essere la soluzione al fenomeno dello spopolamento della montagna. Purtroppo manca una discussione su come declinare economia e lavoro senza distruggere il bene più prezioso: la “naturalità” della montagna.

Schiavon Dante

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