A partire da Luglio e fino a Settembre si effettua la raccolta firme (presso i municipi dei paesi e delle città italiane e nei banchetti in strada) a sostegno del referendum abrogativo della legge 157/92 nella parte relativa all’attività venatoria; ciò allo scopo di vietare su tutto il territorio italiano l’uccisione ogni anno di milioni animali per “sport” o altro, pur mantenendo intatto l’impianto normativo della legge 157 relativo alla loro protezione.

Se la raccolta raggiungerà la soglia di 500 mila firme autenticate, come richiede la legge italiana, nel 2022 gli italiani saranno chiamati ad esprimersi su questo importante tema, il che porrebbe il nostro paese, nel caso di esito positivo, all’avanguardia in Europa nel tentativo di porre fine ad una pratica davvero anacronistica, che pone anche a rischio la sopravvivenza delle specie animali.

SEQUS si pone chiaramente a favore di questa lodevole iniziativa, supportandola, e vuole ribadire il suo totale appoggio a qualsiasi attività e progetto volti ad eliminare forme di sopruso e violenza, tanto più gratuita e ingiustificata, su qualunque forma di vita sulla Terra. Ciò nell’ottica di una visione che deve essere necessariamente “biocentrica”, di rispetto e armonia assoluta tra tutti gli esseri viventi che abitano il nostro prezioso pianeta, ormai pericolosamente squilibrato e minato in ogni suo aspetto da talune scriteriate attività umane, tra le quali si pone certamente la caccia.

SEQUS vuole inoltre ribadire la totale disapprovazione verso l’atteggiamento di uno Stato che concede licenze di uccidere animali che nella legge sono definiti “beni indisponibili dello Stato”, cioè di tutti i cittadini, e che andrebbero semmai tutelati anche per dare la giusta prevalenza a chi ha compassione, rispetto, amore per loro, e vuole che restino in vita, in contrapposizione a chi ne causa consapevolmente un evento irreversibile, cioè la loro morte.
La pratica della caccia inoltre comporta uno sperpero annuale di decine di milioni di euro di denaro pubblico per il ripopolamento della fauna selvatica.
La caccia è dunque una pratica da abolire senza esitazioni, rappresentando essa oltre a tutto, fonte di forte inquinamento ambientale nonché di pericolo e grave minaccia all’incolumità delle stesse persone, come testimoniato dai numeri di vittime registrate ogni anno sul nostro territorio.
Nessuna presunta convenienza economica, sociale, industriale, politica, nessuna motivazione storica saranno mai sufficienti a giustificare qualsiasi atto di violenza di questo tipo, né tanto meno a renderlo lecito con apposite leggi statali assolutamente anacronistiche, come già detto.

SEQUS auspica una rinaturalizzazione del territorio, dando lo spazio giusto alla fauna per svilupparsi e ripopolarlo, bilanciarsi in modo naturale, riportando il giusto naturale equilibrio tra prede e predatori, dando spazio ad animali selvatici come orsi, lupi, aquile, di riappropriarsi dei loro spazi naturali e vitali e riducendo la pressione antropica che, insieme alla caccia, è il fattore principale di perdita di biodiversità nei territori italiani e europei.

SEQUS incoraggia quindi tutti i cittadini a firmare per tutti i quesiti presentati per questo referendum: abolizione totale della pratica della caccia (modifica selettiva della legge 157) e divieto di accesso per i cacciatori ai fondi privati (modifica dell’articolo 842 c.c.).

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