Appello congiunto ai comuni della Valle: nessun Comune escluso dalle decisioni sul futuro del territorio

Il Presidio SEquS di Borgone di Susa aderisce e sottoscrive integralmente il contenuto della seguente lettera, condividendone tanto le richieste quanto i principi che la ispirano.

Il diritto delle comunità a essere informate e coinvolte dell’elabroazione scelte che incidono sul proprio territorio costituisce per noi un presupposto imprescindibile di un processo democratico degno di essere definito tale. La partecipazione non deve essere ridotta a un mero adempimento formale, come invece è sempre più prassi e magari soltanto al momento del voto, ma deve rappresentare uno strumento concreto e continuo attraverso cui i cittadini possono contribuire alla definizione del futuro dei propri territori.
Condividiamo inoltre l’idea che la Val di Susa debba essere considerata un sistema ambientale e sociale unitario, nel quale gli effetti di un intervento industriale non si fermano ai confini amministrativi ma interessano l’intero ecosistema di tutti gli esseri viventi che lo abitano.
Sosteniamo da sempre anche che la necessaria transizione ecologica non possa essere interpretata come una semplice riconversione del sistema produttivo mantenendo immutato il paradigma del produttivismo e della grande industria pesante. Se lo scopo congiunto è davvero la sostenibilità ambientale, non ci si può limitare a sostituire alcune produzioni con altre, continuando a puntare sul consumo intensivo di risorse, energia e territorio.
La conversione ecologica deve invece rappresentare un cambiamento più profondo, orientato alla riduzione degli impatti ambientali, alla tutela della salute pubblica, alla valorizzazione delle economie locali, delle filiere sostenibili, del lavoro di qualità e della giustizia sociale. La sostenibilità non può e non deve essere considerata subordinata alla crescita economica o alla produzione industriale per evitare un conflitto ecologico tra il benessere di tutti gli esseri viventi, la salvaguardia degli ecosistemi, la biodiversità e la capacità dei territori di costruire un futuro desiderabile.

Appello congiunto ai comuni della Valle: nessun Comune escluso dalle decisioni sul futuro del territorio

I sottoscritti cittadini e cittadine, gruppi, comitati e realtà civiche della Val di Susa e dei territori limitrofi intendono rivolgere un appello pubblico alle Amministrazioni comunali in relazione al procedimento ambientale in corso relativo alla riattivazione dell’impianto siderurgico nell’area di San Didero e Bruzolo.
Non si tratta di essere favorevoli o contrari al progetto.
Si tratta di una questione più semplice e più profonda: chi è coinvolto nelle decisioni che riguardano il futuro del territorio, e chi rischia di restarne escluso?
La Val di Susa non è una somma di Comuni separati.
È un sistema unico, continuo, in cui aria, acqua, condizioni climatiche e vita quotidiana non rispettano i confini amministrativi.
Per questo motivo, gli effetti potenziali di un impianto industriale non possono essere letti solo in base alla distanza dal sito, ma devono essere valutati nella loro possibile ricaduta lungo l’intero asse vallivo.
In questo quadro, la definizione dei soli Comuni formalmente inclusi nel procedimento rischia di non riflettere in modo completo la realtà del territorio interessato.
Una delimitazione restrittiva dei soggetti coinvolti potrebbe non risultare pienamente coerente con il principio di precauzione (art. 191 TFUE), con l’obbligo di valutare gli impatti cumulativi previsto dalla normativa europea in materia di Valutazione di Impatto Ambientale (Direttiva 2011/92/UE e successive modifiche), e con il principio di effettiva partecipazione del pubblico interessato.
Per questo motivo, chiediamo alle Amministrazioni comunali non attualmente ricomprese nel procedimento di valutare con attenzione la possibilità di richiedere formalmente di essere incluse tra i soggetti potenzialmente interessati.
Non si tratta di una presa di posizione sul progetto.
Si tratta di una scelta di responsabilità istituzionale: essere messi nelle condizioni di conoscere, partecipare e valutare un intervento che può avere effetti sul proprio territorio.
Riteniamo infatti che nessuna Amministrazione possa essere esclusa a priori da processi che incidono su risorse condivise e fondamentali come la qualità dell’aria, la salute pubblica e la vivibilità dei territori.
Il punto non è essere favorevoli o contrari.
Il punto è garantire che ogni Comune abbia pieno accesso alle informazioni e la possibilità concreta di esercitare il proprio ruolo di tutela della comunità che rappresenta.
La presente iniziativa nasce da una responsabilità condivisa: quella di chiedere che le decisioni sul territorio siano davvero trasparenti, comprensibili e partecipate.
Perché una comunità non è semplicemente il luogo dove si applicano decisioni già prese.
È il soggetto che ha diritto di essere coinvolto nelle decisioni che la riguardano.

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