Asti maglia nera per l’inquinamento, il fallimento ambientale dell’amministrazione Rasero

Asti è stata recentemente inserita dal Sole 24 Ore tra le ultime tre città in Italia per qualità dell’aria, una posizione che non sorprende chi vive quotidianamente il peggioramento dell’ambiente urbano. Questo dato drammatico rappresenta il risultato di oltre sette anni e mezzo di amministrazione Rasero, durante i quali poco o nulla è stato fatto per affrontare con decisione la crisi ambientale.

TG Rai Piemonte Indice del clima, Asti e Alessandria tra le peggiori d’Italia

In due mandati di governo cittadino, abbiamo assistito a un’assenza di visione ecologica: nessun piano ambizioso per ridurre il traffico, scarsi investimenti sul trasporto pubblico e una pressoché totale indifferenza verso la mobilità sostenibile. La qualità dell’aria è progressivamente peggiorata, mentre le emissioni da veicoli e riscaldamenti restano fuori controllo.

Autostrada e paesaggio astigiano a Costigliole d’Asti

A questa gestione miope si aggiunge lo scempio del verde urbano, simbolizzato dall’abbattimento di sette storici platani in corso Savona, sacrificati per fare spazio a un nuovo supermercato. Un gesto emblematico di una politica che privilegia la cementificazione a discapito della salute pubblica e del benessere ambientale.

La situazione peggiorerà ulteriormente con la realizzazione della Tangenziale Sud-Ovest (progetto CASO), che prevede il consumo di suolo agricolo e collinare per far passare nuove strade. Mentre le città europee puntano sul trasporto pubblico e sulla riforestazione urbana, Asti continua a investire in asfalto e cemento, alimentando il traffico privato anziché ridurlo.

Eppure, le alternative esistono: le linee ferroviarie sospese Asti–Chivasso e Asti–Casale, se riattivate, potrebbero alleggerire sensibilmente il traffico in ingresso in città, offrendo un’alternativa ecologica, economica e strategica. Ma l’amministrazione ha scelto l’immobilismo.

Questa è la realtà ambientale di Asti: alberi abbattuti, traffico crescente, ferrovie ferme e aria sempre più irrespirabile. Non servono più slogan: servono scelte coraggiose, partecipate e sostenibili.

Il Circolo SEquS Asti lancia un appello a tutta la cittadinanza: non possiamo più permetterci di accettare il degrado ambientale come destino. È tempo di invertire la rotta, con politiche nuove, trasparenti e responsabili.

Il futuro di Asti dipende da ciò che facciamo oggi. E oggi, è il momento di agire.


Crediti immagini: Markus Spiske autostrada; Kelly paesaggio

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