Asti ospita Tivoli: i rifiuti sono una risorsa, impariamo a gestirli.

Sabato 25 gennaio 2025 si è svolto un incontro dal titolo In Piemonte non serve un altro inceneritore, che ha avuto luogo al Foyer delle famiglie di Asti. L’evento fortemente voluto da SEquS Asti, ACLI e Legambiente, con l’ampia adesione di molte altre Associazioni ambientaliste locali e nazionali è stato organizzato da SEquS Circolo di Asti, un movimento che promuove la sostenibilità, l’equità e la solidarietà, e che ha come presidente nazionale Maurizio Pallante, noto per il suo impegno nel campo della decrescita felice. Il circolo di Asti, sebbene ancora piccolo, è tra i più recenti, ma si distingue per l’impegno concreto su temi fondamentali come il risparmio energetico, l’efficienza energetica e la promozione di stili di vita alternativi.

SEquS nasce con l’intento di affrontare le sfide ecologiche e sociali di oggi, proponendo soluzioni che vadano al cuore dei problemi invece di accontentarsi di facili scorciatoie. Troppe volte, infatti, le politiche ambientali si limitano a proporre misure parziali, che non sfiorano davvero le cause profonde dei problemi, come il consumismo sfrenato e le grandi lobby economiche che dominano il settore energetico e quello dei rifiuti. La green economy, spesso, altro non è che una facciata, un etichetta “verde” che serve più a creare consenso che a risolvere i veri problemi del nostro pianeta.

[leggi precedente articolo l’Aggiungere un altro inceneritore rischia di fare aumentare la produzione di rifiuti anziché ridurli]

Il movimento SEquS si inserisce in una lunga tradizione ecologista, ma è anche un movimento culturale e, inevitabilmente, politico. Quando si tratta di questioni come la gestione dell’energia o lo smaltimento dei rifiuti, le scelte che vengono fatte non sono solo tecniche, ma politiche. E quelle politiche hanno un impatto diretto sul nostro clima e sulle risorse del nostro territorio. Solo un’azione politica consapevole e una cultura diffusa di rispetto per l’ambiente possono davvero cambiare la direzione delle cose.

Un esempio concreto di questa mentalità è emerso con la proposta di costruire un inceneritore ad Asti. Sebbene questa idea sia stata messa in discussione a causa di problemi logistici, la maggior parte dei cittadini e degli amministratori locali ha rifiutato fermamente la costruzione di un impianto del genere. Non solo per i potenziali danni ambientali, ma anche per le scelte politiche che sarebbero dietro a una simile decisione, scelte che, secondo molti, rischiano di snaturare le vocazioni storiche e culturali del territorio astigiano.

Ma non basta dire “no” a progetti dannosi. È necessario avanzare proposte concrete per il futuro. Ecco perché è stato invitato a intervenire Francesco Girardi, esperto di strategie rifiuti zero e amministratore dell’azienda di raccolta rifiuti pubblica di Tivoli, un comune della città metropolitana di Roma. Girardi ha raccontato la sua esperienza, che ha visto Tivoli passare dal 9% all’85% di raccolta differenziata in pochi anni. Un risultato ottenuto non solo con politiche efficaci, ma anche con un forte impegno della comunità locale. Girardi ha raccontato come, grazie a azioni decise e talvolta anche provocatorie, sia riuscito a sensibilizzare i cittadini e a ottenere risultati tangibili, riducendo anche la tassa sui rifiuti (TARI) fino al 20% e reinvestendo i fondi risparmiati in iniziative sociali. Questo modello di gestione dei rifiuti è un esempio di come sia possibile coniugare efficienza ambientale e giustizia sociale, creando città più pulite, vivibili e solidali.

L’esperienza di Tivoli dimostra che esistono soluzioni pratiche e possibili anche in contesti complessi come il nostro. Con idee innovative e un forte coinvolgimento della comunità, possiamo realizzare un modello che metta al centro il benessere del territorio e delle persone. Queste soluzioni, più attente alle necessità del territorio e meno influenzate dagli “affari”, sono assolutamente replicabili anche ad Asti e in Piemonte.

Articolo sulla Gazzetta d'Asti

Gli spunti che sono emersi durante l’incontro sono molti e di grande interesse, sia per i partecipanti, tra cui due consiglieri comunali dell’opposizione, che per chi ci legge. Le proposte non sono facili da mettere in pratica, ma sono ricche di stimoli e di idee che potrebbero davvero contribuire a una trasformazione profonda della nostra società.

Infine, non possiamo non parlare del sogno di Giuseppe Sammatrice, che, come tanti di noi, spera in un futuro migliore. Un futuro dove l’informazione sia davvero libera, non manipolata da interessi economici, e dove la sostenibilità non sia solo un’etichetta “green” usata per vendere più prodotti, ma un vero e proprio cambiamento di paradigma. Sogna una società che si allarmi davvero di fronte ai cambiamenti climatici, che prenda sul serio le sfide ambientali e che si prepari ad affrontare le conseguenze di un mondo che sta cambiando rapidamente. Un sogno che riguarda non solo i movimenti ambientalisti, ma l’intera società, che deve essere pronta a unire le forze e a diventare un soggetto politico autonomo, capace di guidare il cambiamento verso un futuro più equo e sostenibile. “Non sono un sognatore quindi non speriamo, ma grazie al pragmatismo ecologista in cui tutti devono avviare nuovi percorsi di vita sostenibili per la Natura e per l’ecosistema. Auspichiamo quindi un cambio di rotta di ogni individuo. L’uscita degli USA dalla COP 21 di Parigi, il limite di 1,5 gradi da non superare, rimasto solo un ricordo, due elementi negativi che innescheranno uno spaventoso aumento delle temperature globali, il raggiungimento dei 2 gradi avvieranno fenomeni climatici devastanti. Più che sogni sono incubi da scongiurare, e soltanto un immediato e radicale paradigma potrà forse attenuarne gli effetti”.

Fonte immagini: immagine rifiuti, immagine sacchetto bottiglie

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