Autore: Guido Pesante

Grandi opere

Rilancio della domanda in tempo di crisi: le grandi opere non servono

Se si vuole alimentare la domanda effettiva per contrastare efficacemente il ciclo, molto meglio finanziare piccole (e piccolissime) opere, come manutenzioni di ospedali e scuole, efficientamenti energetici, rinaturalizzazione degli alvei fluviali, conversione dell’agricoltura a pratiche meno idrovore…,  ricordandosi, al contempo, di potenziare convenientemente la capacità tecniche di progettazione, realizzazione e gestione dei manufatti da parte degli enti locali, oggi drammaticamente sottodimensionate.

Urbanistica

Urbanistica e decrescita: l’urgenza di un mutamento di paradigma

Tra i tanti aspetti che dovrebbero essere affrontati, merita richiamare, per l’ennesima volta, l’attenzione sul fatto che, in particolare in Italia, si è costruito troppo.
I dati che annualmente l’Ispra (Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione Ambientale) mette a disposizione sul consumo del suolo sono semplicemente sconvolgenti: 14 ettari di suolo verde consumati al giorno, 2 mq al secondo, per una popolazione in declino demografico: è come se, nell’ultimo anno, avessimo costruito 456 mq per ogni abitante in meno. Ed il consumo di suolo cresce persino nelle aree protette, nelle aree vincolate per la tutela paesaggistica, in quelle a pericolosità idraulica media e da frana e nelle zone a pericolosità sismica.