Circhi con animali: la banalità del male
I circhi che sfruttano gli animali sono una triste rappresentazione del nostro rapporto distorto con la natura. Animali che vengono sottratti al loro habitat, privati della loro libertà e costretti a eseguire esercizi innaturali attraverso metodi di addestramento che si basano sulla coercizione, sulla paura e sul dolore. Ogni acrobazia che diverte il pubblico nasconde un retroscena di gabbie, frustini e vite spezzate, quella crudeltà ordinaria e sistematica che, in nome del divertimento, rende normale l’inaccettabile.
Questa crudeltà lucida, inflitta deliberatamente per il nostro piacere, è l’esempio più evidente di un paradigma antropocentrico che vede l’essere umano al centro di tutto, legittimandolo a sfruttare ogni altro essere vivente per il proprio tornaconto. È la stessa visione che ha ridotto la natura a una risorsa da consumare e gli animali a oggetti privi di diritti, rendendoci ciechi di fronte al loro dolore.
Ma questo modo di pensare non si limita ai circhi. È lo stesso approccio che guida la devastazione delle foreste, lo sfruttamento intensivo degli allevamenti, l’inquinamento che soffoca gli oceani. È un modello che ha trasformato il pianeta in una macchina da cui estrarre valore, ignorando le conseguenze: la perdita di biodiversità, il collasso degli ecosistemi, e il progressivo avvicinarsi al limite della sostenibilità ambientale.
Se vogliamo garantire un futuro al nostro pianeta e a chi lo abita, dobbiamo superare l’antropocentrismo. Questo significa riconoscere che gli animali non sono strumenti o risorse, ma esseri senzienti con un intrinseco diritto alla vita e alla libertà. Significa capire che il rispetto per ogni forma di vita è alla base di una società giusta e sostenibile.
Dire basta ai circhi con animali è più di una battaglia per i diritti animali: è un passo verso un nuovo paradigma, in cui l’uomo non domina la natura ma ne è parte integrante, rispettandola.
Invitiamo tutti a sostenere il presidio che si terrà domenica 1 dicembre alle ore 15 presso l’aiuola del monumento al totem della pace in corso Regina angolo corso Lecce al Parco della Pellerina per ribadire la contrarietà a questa pratica, a questo costume tossico che, permeato di normalità, nasconde la parte peggiore della nostra società.
Vi invitiamo anche a chiedere informazioni all’amministrazione in merito alle motivazioni politiche e amministrative che rendono un evento del genere accettabile attraverso il seguente link, messo a disposizione dalle attiviste del presidio: https://nocirchitorino.carrd.co/






