Come gestire i settori industriali dannosi e il lavoro, dove l’Italia ha il primato europeo, come nella plastica?
Nell’articolo di Antonella Galletta il governo Meloni si oppone al nuovo regolamento europeo sul riuso e riciclo degli imballaggi, nonostante l’enorme impatto ambientale di questi rifiuti, che rappresentano il 36% dei rifiuti urbani europei e raggiungono 180 kg annui per cittadino. L’Unione Europea propone obiettivi di riduzione progressiva degli imballaggi entro il 2040, l’obbligo di renderli riciclabili entro il 2030, l’uso di sistemi di vuoto a rendere e la creazione di un mercato di materie prime seconde. L’adozione di queste misure porterebbe a una forte riduzione dei rifiuti, delle emissioni di gas serra e del consumo d’acqua.
L’autore critica la resistenza italiana, attribuendola alla tutela delle lobby della plastica, e richiama i gravi rischi per la salute legati all’inquinamento da plastica e microplastiche. Viene citato l’esempio della Germania, che già impone obblighi stringenti ai produttori sugli imballaggi. Secondo il testo, se l’Italia non si adegua agli standard europei, rischia di perdere competitività e rimanere indietro nella transizione ecologica, compromettendo ambiente, salute e futuro economico del paese.
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