Ecomafie: a Torino presentato il rapporto di Libera e Legambiente

Cresce l’allarme per i reati ambientali legati al ciclo dei rifiuti in Piemonte. Il nuovo rapporto sulle Ecomafie, presentato oggi a Torino da Libera e Legambiente, fotografa una situazione sempre più critica: i reati legati ai rifiuti sono aumentati del 58% rispetto all’anno precedente, ponendo il Piemonte all’ottavo posto nazionale per illegalità ambientale.

Piemonte, numeri allarmanti sul fronte ecomafie
Nella regione, il fenomeno si concentra principalmente nelle province di Torino, Cuneo e Alessandria:

  • Torino: 289 reati ambientali, 203 persone denunciate, 10 arresti e 88 sequestri
  • Cuneo: 221 reati, 190 persone denunciate, 16 sequestri
  • Alessandria: 114 reati, 104 denunce, 15 sequestri

A livello nazionale, la provincia di Torino si colloca al 15° posto con 127 reati e 62 illeciti amministrativi.
Nel 2023, due importanti inchieste hanno portato alla luce traffici illeciti legati ai rifiuti:

  • Operazione “Dark Metal” (ottobre 2023) – Coordinata dalla DDA di Torino e sviluppata dai Carabinieri del NOE, ha svelato un vasto traffico illecito di rifiuti metallici.
  • Operazione “Oro Nero” (marzo 2023) – Ha coinvolto i Carabinieri del NOE di Torino e Alessandria, colpendo un’organizzazione criminale attiva nel commercio illecito di rifiuti.

Reati contro gli animali e agroalimentare: un sistema illegale diffuso

Il Piemonte figura anche al 14° posto per reati contro gli animali, con 165 episodi accertati, 97 persone denunciate e 7 sequestri. Tra i casi più eclatanti, il traffico criminale di cani da caccia tra Liguria e Piemonte, scoperto grazie alla segnalazione di una vendita anomala di segugi nei pressi dei caselli autostradali.
Nel settore agroalimentare, l’illegalità cresce in tutti i comparti, mentre le forze dell’ordine continuano l’attività di contrasto al caporalato nella provincia di Cuneo e nell’area albese.

Rifiuti: un problema pubblico, non privato

Mauro Anetrini, presidente di Barricalla, “la discarica è indispensabile, ed è impensabile che una società civile possa non averne”.
Opinione diametralmente opposta quella di Francesco Girardi, relatore ad Asti all’assemblea organizzata da SEquS e altre associazioni ad Asti dal titolo “Non Serve un altro inceneritore in Piemonte”, Girardi, amministratore di un’azienda pubblica di Tivoli, ha dimostrato come un modello differente sia possibile: in 9 anni, la raccolta differenziata è passata dal 9% all’85%, un successo che dimostra come il futuro possa essere a zero rifiuti.
Secondo Barbero, dirigente generale di ARPA Piemonte, sottolinea la necessità di puntare su economia circolare e riduzione dei rifiuti per limitare l’impatto ambientale. Una visione opposta a quella di chi continua a considerare la gestione dei rifiuti come un business privato, spesso con conseguenze pericolose: il Procuratore di Torino, Giovanni Bombardieri, ha lanciato l’allarme sui rischi di infiltrazioni criminali nel settore.

Reati ambientali: pene troppo leggere, un affare per la criminalità

Il Comandante del NOE di Torino ha infine evidenziato un altro settore criminale in crescita: il traffico internazionale di animali esotici, un business miliardario. Un pappagallo raro può essere venduto fino a 50.000 dollari, mentre le pene per questi crimini sono irrisorie: la reclusione massima prevista è di 6 anni, ma spesso ridotta a 3 o meno.
Il traffico di rifiuti rende più degli stupefacenti e le sanzioni, quando arrivano, sono quasi sempre di tipo amministrativo” – denunciano Legambiente e Libera, chiedendo al Parlamento un immediato inasprimento delle pene per chi distrugge l’ambiente a fini di lucro.

SequS Sostenibilità Equità Solidarietà, Ritiene che:
La lotta alle ecomafie e alla gestione illecita dei rifiuti non possa prescindere da un modello di economia circolare realmente sostenibile. Sosteniamo politiche pubbliche che incentivino la riduzione della produzione di rifiuti e il potenziamento della raccolta differenziata, opponendoci fermamente a soluzioni che vedono l’incenerimento e lo smaltimento in discarica come un’opzione primaria. È necessario un impegno congiunto delle istituzioni e della società civile per spezzare il legame tra criminalità organizzata e gestione dei rifiuti, garantendo un futuro più equo e sostenibile per tutti.

Torino, 12 febbraio 2025

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