Gloria nell’alto dei cieli pace su tutta la terra. Bombe dall’alto dei cieli guerra su tutta la terra
Venerdì 1-2016 ore 3:00 piazza Ciullo, Alcamo
Mancavano 5 giorni e la stella cometa, MQ9 PREDATOR B drone a pilotaggio remoto, si era già fermata in allineamento strategico sopra Alcamo – Betlemme con il suo carico micidiale di bombe. Nel frastuono dei botti di capodanno dell’anno zeroduemilasedici nessun pastore adorante era rimasto presso la grotta allestita nel portico sontuoso del Collegio dei Gesuiti prospiciente la piazza principale di Alcamo dedicata al suo natio poeta Ciullo. Eppure centinaia di persone, perlopiù giovani, brindavano, si abbracciavano, indifferenti assistevano alla distruzione dell’intero presepe. I pannelli giacevano a terra, lacerati, calpestati, oramai immondezza per gli operatori ecologici che, puntuali alle 8,00 avevano spazzato e raccolto tutto.
Quando arrivarono i visionari re magi, ingannati dalla falsa stella non trovarono nulla e il loro carico ricco di doni: tolleranza, accoglienza, fraternità, solidarietà, condivisione, compassione, carità, misericordia, umanità, speranza, amore non serviva più a nulla. Il Bambinello era scomparso, il Dio fattosi uomo era stato da poco scacciato dalla terra.
Lunedì 15 dicembre 2025 ore 6:00 Alcamo
Sta per albeggiare e dopo una notte un po inquieta non ho ancora deciso se iniziare a fare la revisione e l’aggiornamento dei testi e delle immagini del presepe agnostico realizzato dieci anni fa dal Comitato Antirazzista di Alcamo” non basta un minuto di silenzio” a cui SEquS Alcamo aveva convintamente aderito. Nella riunione del coordinamento per la pace tenutasi pochi giorni fa si è deciso per questo natale di ripetere l’esperienza passata per farla rivivere ancora nel drammatico presente. Rivedendo le immagini dei sei pannelli allora esposti e rileggendo i testi e le didascalie provo una gran pena impastata a rabbia e disperazione. Cosa cambiare se tutto è rimasto immutato, anzi onestamente, da allora tutto è peggiorato. Vale la pena aggiungere o sostituire le immagini con altre ancora più orribili per rimarcare quanta disumanità, quanta immane sofferenza, morte e distruzione l’uomo sa arrecare ai suoi simili a tutti gli esseri viventi nella sua ferocia e insensata violenza. Sarebbe allora forse più dignitoso arrendersi.
Quand’ero bambino restavo estasiato e affascinato davanti al grande presepe realizzato dai miei nonni, nel paesaggio in miniatura fantastico, eppure cosi reale, in cui immergersi e perdersi, mi immedesimavo nei personaggi più strani e fra essi preferivo due pastorelli immancabili nell’iconografia popolare “lu bellu addurmisciuto” e lu “spavintatu di lu prisepiu”, il bello addormentato e lo spaventato del presepe. Il tempo è cosa strana, ancora oggi fermi e immobili entrambi vivono in me, e fanno a pugni per prevalere. Il sonno della ragione, l’incosciente rinunzia, la soporifere e ferale indifferenza, rimanere sordi e inani al dolore altrui, o provare ad indossare i panni e stare in ginocchio con le mani rivolte verso il cielo mentre si storcono gli occhi violentati dal dolore dell’anima che percepisce tutte le anime in pena? Urlo, silente angosciosa bestemmia. Nessuna consolatoria trascendenza, nessuna redenzione è imminente.
Eppure, parafrasando Italo Calvino, possiamo provare a riconoscere in questo inferno ciò che inferno ancora non è, e provare a farlo durare più a lungo. Ed ecco che lo spaventato del presepe assume le sembianze di chi manifesta umanissima meraviglia nello scoprire e accettare l’insondabile mistero della bellezza della vita… Che sia nato nudo in una grotta duemilaventicinque anni fa, al freddo e al gelo, in questo istante lo riconosco, sta qui davanti a me, ha appena undici mesi mio nipote, mi guarda, sorride e mi tende le sue piccole e tenere braccia, mentre lo prendo in braccio benedico la sua fronte con le mie lacrime.
Adesso ho deciso, proverò a rifare il presepe.














Tutto emozionante, reale, drammaticamente crudo. Ma Gesu‘ e‘ nato povero e nudo non a caso, e tuo nipote e‘ lì tenero e indifeso non a caso. Siamo noi a dover preparare loro un futuro migliore, infondere loro speranza amore fiducia. Sembra che da 2000 anni tutto è immutato e non si muove; invece tutto cambia e si trasforma, grazie a tutti quelli che agiscono perché credono. Fai il tuo presepe e abbraccia il tuo nipotino e…poi lotta per un mondo migliore. Ciao