Il peso ambientale dei privilegi, dal turismo spaziale all’auto privata
La notizia dell’impatto ambientale dei voli spaziali turistici, come quello di Jeff Bezos, ha sollevato un acceso dibattito: un singolo lancio nello spazio può produrre emissioni paragonabili a quelle generate in tutta la vita da un miliardo di persone tra le più povere del mondo. Un dato che rende evidente l’enorme squilibrio nell’impronta ecologica tra le élite ultraricche e la maggioranza della popolazione globale.

Per fare un confronto, un volo aereo intercontinentale di andata e ritorno (ad esempio Roma–New York) produce tra 2 e 3 tonnellate di CO₂ per passeggero, quasi quanto il “budget annuale” sostenibile individuale di emissioni (circa 2,1 tonnellate pro capite all’anno secondo l’obiettivo dei +1,5 °C).
In Europa, le emissioni medie per abitante si aggirano attorno alle 7-8 tonnellate annue, mentre in Italia siamo poco sopra le 5 tonnellate, con il settore dei trasporti responsabile di circa un terzo delle emissioni complessive nazionali.
Il parco auto italiano conta oltre 66 auto ogni 100 abitanti, uno dei tassi più alti in Europa occidentale, e quasi il doppio rispetto a paesi come i Paesi Bassi o la Danimarca. Nelle grandi città italiane, l’auto privata continua a rappresentare oltre il 60% degli spostamenti, mentre il trasporto pubblico resta spesso marginale a causa di carenze strutturali e sottofinanziamento.
In questo contesto, la posizione di SEquS risulta non solo ragionevole, ma urgente: puntare su un trasporto pubblico efficiente, universale e accessibile significa ridurre le emissioni medie pro capite e contrastare le disuguaglianze, sia ecologiche che sociali.
SEquS propone una visione chiara per un sistema di mobilità sostenibile, equo e democratico. Promuovere investimenti pubblici in mobilità sostenibile, disincentivare l’uso eccessivo dell’auto, rilanciare il trasporto ferroviario regionale e urbano, sono scelte che si inseriscono in una prospettiva di giustizia ambientale.
Solo così è possibile costruire una mobilità che sia davvero al servizio delle persone, del clima e dell’equità.
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