Posizione del direttivo di SEquS sugli accadimenti in Ucraina.

SE VUOI LA PACE  PREPARA E COLTIVA  LA PACE

La nostra Associazione “Sostenibilità Equità Solidarietà” si riconosce nel dettato della Costituzione Italiana.

Pertanto RIPUDIA la guerra quale strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e quale mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

I conflitti armati sono portatori solo di distruzioni, iniquità e ingiustizie che colpiscono sempre i più deboli e  siamo pertanto profondamente contrari alla produzione e al  commercio delle armi ed alla crescita di tutte le spese militari.

Aspiriamo e auspichiamo, con il vero realismo a cui ci richiamano le più alte autorità spirituali e scientifiche del pianeta, al raggiungimento di un progressivo disarmo di ogni popolo della Terra.

SEquS ripudia tutti i conflitti armati che flagellano l’umanità e condanna pertanto con fermezza l’aggressione militare illegale dell’Ucraina da parte dell’esercito della Federazione Russa e denuncia che questa invasione costituisce una grave violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. Denuncia con altrettanta fermezza la repressione dei dissidenti russi contrari alla guerra, la totale manipolazione dell’informazione, l’uso strumentale della religione a giustificazione dell’ invasione.

Analogamente condanna ed evidenzia gli interessi degli Stati Uniti e della Nato che hanno favorito, con una progressiva ed irragionevole e prolungata strategia di “accerchiamento”, le reazioni della Federazione Russa che, complice anche le costanti dichiarazioni di volontà di adesione alla Nato del presidente ucraino  Zelensky,   hanno consentito di giustificare l’invasione, anche in ragione del possibile venir meno del precedente equilibrio della deterrenza nucleare reciproca.  Inoltre se si considera la politica economica ed estera degli Stati Uniti in termini di complesso militare-industriale, complesso petrolifero e del gas  – tutti profitti  a rendita quasi monopolista – appare evidente l’interesse USA a un ridimensionamento del ruolo internazionale della Russia, sia per le vendite di armi alla Nato, sia per l’esportazione petrolifera e gasiera in forte concorrenza, implementata anche con la devastante escavazione di fossili dalle rocce.

 Sul prevalere del business rispetto ai cosiddetti “principi e valori umanitari” anche la UE ha motivo di  vergogna : I dati ufficiali delle Relazioni annuali al Parlamento europeo riportano, infatti, che dal 1998 al 2020 sono state autorizzate esportazioni di materiali militari dai Paesi Ue all’Ucraina per quasi 509 milioni di euro e contemporaneamente alla Federazione Russa per ben 1,9 miliardi di euro!

Questa nuova e drammatica barbarie sul territorio europeo si aggiunge purtroppo al lungo elenco delle molte guerre ancora in corso e di quelle dimenticate. Negli ultimi 30 anni, per il delirio delle classi dirigenti e per l’interesse dei mercanti di armi, abbiamo dovuto piangere un  incalcolabile numero di vittime civili non meno che di giovani soldati costretti ad uccidersi, assistendo impotenti a enormi violenze, sopraffazioni, distruzioni in paesi come Bosnia, Croazia, Montenegro, Serbia, Siria, Libano, Yemen, Palestina, Afghanistan, Iraq,  Etiopia, Eritrea, Mali, Burundi, Repubblica del Congo, Sudan, Libia, Somalia, Kurdistan e infine, dal 2011 nella stessa regione orientale del Donbass ucraino.

Quella dell’Ucraina è quindi solo l’ultima di una lunga serie di conflitti armati che negli anni recenti hanno dilaniato e continuano a dilaniare le popolazioni del mondo. Conflitti in cui, il più delle volte, le due potenze, Stati Uniti (con al seguito la Nato) e Russia – che non hanno mai abbandonato la loro dottrina delle “sfere di influenza” – utilizzano vari paesi come “teatri di guerra” e dove si combattono non direttamente, ma attraverso le forze militari di governi alleati e milizie locali foraggiate, più o meno direttamente, di armi e supporti militari, con la propaganda di connesse giustificazioni ideologiche.

In tale drammatico quadro l’ ONU, fondata nel 1945 espressamente per preservare la pace e la sicurezza collettiva grazie alla cooperazione internazionale, è oggettivamente apparso tragicamente incapace a svolgere il suo alto ruolo di prevenzione dei conflitti armati.

Per noi di SEquS tale compito va comunque e invece rilanciato, fortificato e reso reale anche attraverso le necessarie riforme che da tempo le società civili dei diversi continenti indicano e promuovono.

Il Direttivo Nazione di SEquS chiede pertanto:

  1. che la Federazione Russa ponga fine a tutte le attività militari in Ucraina e ritiri incondizionatamente tutte le forze militari che hanno invaso il Paese
  2. che l’Europa si adoperi con autonomia politica e strategica per contribuire alla ricerca di un ragionevole compromesso tra le parti in conflitto, ponendo al centro delle trattative gli interessi e i bisogni delle popolazioni
  3. che in caso di fallimento dei processi negoziali tra Russia e Ucraina, con un proseguimento della guerra, la decisione dell’eventuale invio di armi al paese aggredito per garantire la tutela e la libertà, sia assunta e deliberata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite
  4. che si istituiscano immediatamente, anche attraverso la presenza dei caschi blu dell’ONU, corridoi umanitari per fornire possibilità di salvezza, tutela, assistenza e asilo alla popolazione civile
  5. che si realizzi la costruzione di una vera politica comune europea di difesa ed estera che porti a rafforzare il ruolo dell’Europa nella soluzione pacifica dei conflitti
  6. che si realizzi finalmente un Piano energetico europeo fondato in primis sulla riduzione degli sprechi e della domanda energetica e solo dopo sulle fonti rinnovabili, tracciando una road-map di uscita definitiva dalla dipendenza dal gas e dalle fonti fossili, il cui controllo e potere è da tempo causa di conflitti e di guerre
  7. che il Parlamento italiano ratifichi e promuova il trattato di non proliferazione delle armi nucleari
  8. che l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica garantisca la sicurezza dei siti e degli impianti nucleari a partire dalla centrale di Chernobyl.

Nelle ultime ore si profila una adesione della Finlandia e della Svezia alla Nato. A questo proposito SEquS auspica la neutralità Europea alla Nato ed altrettanto  il rafforzamento dell’ONU che perde autorevolezza in proporzione all’aumentare dei paesi che aderiscono alla Nato.

Il direttivo di SEquS

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