Riflessioni e prospettive dall’incontro di Vittoria: costruire comunità ecologiste

L’incontro “Costruire Comunità Ecologiste in Sicilia”, promosso dalla Federazione Ecologisti Europei (FEE), da SEquS – Sostenibilità Equità Solidarietà e dall’associazione Terre Pulite, si è svolto presso la sala AVIS di Vittoria con l’obiettivo di avviare un percorso di confronto tra associazioni, cittadini, amministratori, studiosi e realtà impegnate nella difesa dell’ambiente e della salute pubblica.

Nel presentare il percorso della Federazione Ecologisti Europei, Giuseppe Sammatrice ha evidenziato come l’obiettivo dell’iniziativa non sia la creazione di una nuova sigla associativa, ma la costruzione di una rete capace di mettere in relazione esperienze, vertenze ambientali e competenze provenienti da diversi territori.

Richiamando le esperienze maturate negli incontri svolti in Piemonte, Lombardia e Sicilia, Sammatrice ha sottolineato la necessità di superare la frammentazione che spesso caratterizza il mondo ambientalista, favorendo la nascita di Comunità Ecologiste territoriali capaci di incidere sul piano culturale, sociale e istituzionale.

Particolare attenzione è stata dedicata al concetto di conversione economica dell’ecologia, intesa come il progressivo superamento di un modello economico fondato sulla crescita illimitata dei consumi e del profitto, a favore di un’economia orientata alla riduzione degli sprechi, alla rigenerazione degli ecosistemi e alla tutela del bene comune.

Fin dall’inizio è apparso evidente che non ci si trovava di fronte a una semplice conferenza. La presentazione dei principi fondanti della Federazione Ecologisti Europei ha infatti suscitato un immediato confronto con il pubblico, trasformando l’incontro in una discussione partecipata sul rapporto tra economia, ambiente e qualità della vita.

Il dibattito si è sviluppato già a partire dal primo dei valori non negoziabili proposti dalla Federazione: la necessità che le attività economiche e produttive rispettino gli equilibri ecosistemici e non compromettano la capacità della natura di rigenerare le risorse da cui dipende la nostra stessa esistenza.

Da questa riflessione è emersa una domanda centrale: è possibile immaginare un modello economico che non abbia come unico obiettivo il profitto ma che sia orientato alla tutela degli ecosistemi, alla riduzione degli sprechi e al benessere delle comunità?
A questa domanda ha cercato di rispondere Lorenzo Raspanti di SEquS Sicilia Occidentale attraverso il concetto della conversione economica dell’ecologia.
Nel suo intervento è stato evidenziato come la transizione ecologica non possa essere affidata esclusivamente a incentivi temporanei o a misure emergenziali, ma debba fondarsi su meccanismi economici capaci di produrre benefici duraturi.
Particolarmente significativo è stato l’esempio del Superbonus 110%, una misura che ha dimostrato come milioni di cittadini siano pronti a investire nella riduzione degli sprechi energetici quando vengono messe a disposizione condizioni favorevoli. Tuttavia, è emersa anche la necessità di ripensare questi strumenti affinché gli investimenti pubblici possano essere progressivamente recuperati attraverso i risparmi energetici e la produzione di energia rinnovabile generata dagli interventi stessi, alimentando nuovi cicli di investimento e creando circuiti economici virtuosi.

Un altro tema centrale è stato quello dell’agricoltura e della serricoltura intensiva che caratterizzano ampie porzioni della Fascia Trasformata Ragusana.
Antonio Cassarino dell’associazione Terre Pulite ha illustrato alcune esperienze concrete volte a ridurre l’impatto ambientale della produzione agricola, tra cui l’utilizzo di laccetti compostabili in sostituzione di quelli in plastica utilizzati nelle serre.
Da questo intervento è nato uno dei confronti più significativi della giornata. Alla domanda relativa al maggior costo dei materiali compostabili rispetto a quelli tradizionali, il dibattito ha portato a riflettere sul concetto di costo reale.
Il prezzo di acquisto di un prodotto non coincide infatti con il costo complessivo sostenuto dalla collettività. Quando la plastica entra nei residui agricoli, trasforma materiale potenzialmente recuperabile in rifiuto speciale, aumenta i costi di smaltimento e, in molti casi, favorisce pratiche illegali come gli abbruciamenti incontrollati.
Le conseguenze di queste pratiche non si fermano ai campi agricoli. Le emissioni prodotte dalla combustione di plastica, polistirolo e altri materiali contaminano l’aria e generano costi sanitari che ricadono sull’intera comunità.
Da qui è emersa una riflessione più ampia sul modello agricolo dominante.
Diversi interventi hanno evidenziato come la sostenibilità non possa limitarsi alla sostituzione di alcuni materiali, ma debba riguardare l’intero sistema produttivo. È stato affrontato il tema dell’impoverimento dei suoli, dell’eccessivo ricorso a fertilizzanti e prodotti chimici, della perdita di fertilità naturale e della necessità di rafforzare i controlli affinché le certificazioni ambientali e biologiche continuino a rappresentare una reale garanzia per consumatori e produttori.
La discussione ha messo in evidenza la necessità di avviare percorsi di rigenerazione ecologica dei terreni agricoli, favorendo pratiche che restituiscano fertilità ai suoli e riducano progressivamente la dipendenza dalla chimica di sintesi.
Ampio spazio è stato dedicato anche ai fenomeni dei roghi tossici, delle fumarole e delle emissioni odorigene che interessano da anni il territorio della Fascia Trasformata Ragusana.
Riccardo Zingaro ha illustrato le iniziative intraprese per richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica su una situazione che continua a destare forte preoccupazione tra i residenti.

Tra le proposte emerse figurano il monitoraggio permanente della qualità dell’aria, l’avvio di studi epidemiologici, il rafforzamento dei controlli ambientali e il riconoscimento della Fascia Trasformata Ragusana quale area di interesse ambientale prioritario, con l’attivazione di misure straordinarie analoghe a quelle adottate per la Terra dei Fuochi.
Particolarmente apprezzato è stato il contributo del professor Giampaolo Schillaci, docente universitario e referente di Legambiente Scicli, che ha offerto ulteriori spunti di riflessione sul rapporto tra sostenibilità ambientale, agricoltura e tutela del territorio.
Importanti contributi sono arrivati anche dal pubblico.

Giovanni Fiorentino dell’associazione La Voce di Scoglitti ha denunciato il persistere di pratiche illegali legate all’abbruciamento notturno di residui agricoli, laccetti in plastica, polistirolo e contenitori di fitofarmaci lungo il territorio compreso tra Scoglitti e Marina di Acate, richiamando l’attenzione sui rischi ambientali e sanitari che tali comportamenti producono per le comunità locali.

L’incontro ha visto inoltre la partecipazione di Rosanna Fidone, referente territoriale del Movimento 5 Stelle di Vittoria, di Francesco Terranova dell’associazione Fare Verde Vittoria e di numerosi cittadini e rappresentanti del mondo associativo.

Un particolare ringraziamento va a Isabella Terranova, presidente dell’associazione Terre Pulite, per il lavoro organizzativo che ha reso possibile la realizzazione dell’iniziativa e per l’impegno quotidiano nella sensibilizzazione sui temi ambientali.
L’aspetto più importante emerso dall’incontro non riguarda tuttavia i singoli interventi, ma la consapevolezza condivisa che le battaglie ambientali non possono più restare isolate.
La crisi ecologica, climatica e sociale richiede la costruzione di reti territoriali capaci di mettere in relazione competenze, esperienze e sensibilità diverse.

È proprio questa la ragione per cui nasce il progetto delle Comunità Ecologiste: creare spazi di confronto e collaborazione nei quali associazioni, cittadini, studiosi, amministratori e movimenti possano costruire insieme proposte concrete per la tutela degli ecosistemi e per una conversione ecologica dell’economia fondata sulla sostenibilità, sull’equità e sulla solidarietà.
L’incontro di Vittoria rappresenta un primo passo in questa direzione.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi!

Condividi questo contenuto!