Il silenzio dei potenti: Gaza, l’annessione e la fine dell’Occidente democratico

“Se non riuscite a fermare un genocidio nel 21° secolo che viene guardato da tutta l’umanità in diretta… Lo spirito delle Nazioni Unite è morto!”
Appello dei medici pediatrici internazionali, 30 luglio 2025

Gaza dimenticata, ma distrutta

Bambini muoiono di fame, feriti da bombe, evacuati in ospedali di fortuna. I medici lanciano un appello disperato: fermato il genocidio di Gaza, ma i governi restano muti. Non ci sono strategie efficaci, non ci sono iniziative serie per fermare la morte. In questo vuoto, la vita umana è svalutata.

L’Occidente ha tradito. Deve agire

In un sistema globale dominato da élite economiche e militari, l’unico obiettivo è il profitto, il dominio, l’espansione. Le istituzioni internazionali restano vetrine vuote. I governi agiscono solo su interessi strategici, mentre la dignità dei popoli è sacrificata. Ma ora il dramma è sotto gli occhi di tutti e richiede una risposta forte.

La brutale dichiarazione di occupazione totale

Nelle ultime settimane, il governo Netanyahu ha approvato un piano per la “full occupation” (occupazione totale) di Gaza, estendendo il controllo militare su tutto il territorio, e annunciatо l’annessione della Cisgiordania tramite una risoluzione simbolica approvata dal parlamento israeliano, che chiede la sovranità su Giudea, Samaria e la Valle del Giordano.

Durante la guerra, Netanyahu ha mostrato una mappa pubblica con piani di annessione e corridoi militari—il Morag Corridor, il Philadelphi Corridor, il Netzarim Corridor—tutto finalizzato a spartire Gaza e mantenere un controllo permanente.

L’occupazione non è più transitoria: è una strategia annunciata come definitiva. Secondo fonti israeliane, circa il 75 % di Gaza è già sotto controllo militare, e si intende estendere il dominio su tutto il territorio.

Un ulteriore atto di genocidio: lo stato vuole cancellare Gaza

Questa politica equivale a una cancellazione deliberata: non ci sarà ricostruzione, non ci sarà ritorno degli abitanti nelle loro case. Il governo israeliano parla di affidare la gestione dei civili a entità civili esterne, ma il risultato sarà inevitabile: la sparizione di Gaza come spazio vitale palestinese.

La Knesset, con voto 71‑13, ha votato una mozione simbolica che chiede la sovranità israeliana sulla Cisgiordania, rendendo il progetto di annessione uno scenario politico concreto.

Europa e Italia: parole fragili, azioni assenti

Non basta rimproverare: serve agire. Nonostante la gravità dell’annuncio, l’Unione Europea non ha ancora concordato nemmeno sanzioni simboliche, come la sospensione parziale da Horizon Europe.
Il governo italiano ha espresso qualche preoccupazione, ma ancora non ha convocato alcuna iniziativa urgente e collettiva.

Rafforza la proposta Salvini: una mosca in un’arena di elefanti

Nel contesto italiano, la proposta di legge della Lega mira a criminalizzare la solidarietà verso la causa palestinese. È gravissimo: chi difende la vita viene accusato di antisemitismo secondo una definizione ampiamente ambigua. È la prova che il sistema non solo ignora, ma cerca di zittire chi prova a spezzare il silenzio.

L’urgenza della risposta: ora o mai più

Netanyahu va fermato, ADESSO.
L’Unione Europea e il governo italiano non indulgano oltre: devono CONDANNARE senza esitazioni l’intento criminale di occupazione totale di Gaza e annessione della Cisgiordania.

Chiediamo che l’esecutivo italiano:
• convoca immediatamente una riunione straordinaria del Consiglio Europeo;
• inviti l’ONU a un’azione urgente per fermare l’occupazione e i crimini in atto;
• interrompa ogni cooperazione militare con Israele, blocchi la fornitura di armi e applichi sanzioni.
• e riconosca subito lo Stato di Palestina come segno tangibile di protezione internazionale.

Un appello all’umanità

Chi resta in silenzio oggi, abbandona non solo la solidarietà, ma l’umanità stessa. Le istituzioni internazionali sono nate per questo: per fermare l’occupazione, l’espansione, la violenza. Se falliscono ora, allora nulla ha senso.

Netanyahu va fermato. Gaza deve sopravvivere.

Ora è l’ultima chiamata.
Chi tace oggi è già complice

Credits: foto Pexels

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi!

Condividi questo contenuto!