Sistemi alimentari sostenibili tra scienza, cultura e responsabilità nel settimo seminario

Martedì 15 aprile, nell’ambito del ciclo di incontri “La conversione economica dell’ecologia”, si è svolto un confronto di grande attualità e impatto sul tema della sostenibilità alimentare. Un appuntamento che ha visto la partecipazione di Gaetano Pascale, agronomo ed ex presidente nazionale di Slow Food, e del dott. Sergio Simonazzi, medico veterinario. L’incontro si è trasformato in una ricca riflessione a più voci sul valore e sul significato del cibo in relazione all’ambiente, alla salute e alla giustizia sociale.

Cibo e sostenibilità: una questione globale

Uno dei punti centrali affrontati durante l’incontro è stato il legame profondo tra i sistemi alimentari e le grandi crisi ecologiche del nostro tempo. La produzione di cibo, infatti, incide fortemente sull’ambiente, soprattutto per l’uso intensivo del suolo, l’impiego di fertilizzanti chimici e l’allevamento intensivo, responsabile di ingenti emissioni di gas serra.

Come è stato ricordato, il metano – gas prodotto in grandi quantità dagli allevamenti – è uno dei principali responsabili del cambiamento climatico, con un effetto climalterante 85 volte superiore alla CO₂ su un arco di vent’anni. Seppur con un ciclo di vita atmosferica più breve, il metano agisce in modo molto più aggressivo sul riscaldamento globale, secondo i dati forniti da ISPRA.

La biodiversità agricola sotto attacco

Un dato tanto impressionante quanto poco noto riguarda la biodiversità agricola: il 75% del cibo mondiale si basa su appena 12 colture e 5 specie animali. Una drastica riduzione della varietà genetica che rende il sistema alimentare globale estremamente vulnerabile alle crisi climatiche, sanitarie ed economiche.

Ecco alcune delle colture e specie dominanti:

  • Vegetali: riso, mais, grano, patate, soia, manioca, olio di palma, orzo, sorgo, zucchero di canna, fagioli, banane.
  • Animali: bovini, suini, pollame, ovini, caprini.

Questa estrema concentrazione espone il pianeta a gravi rischi: una minore varietà significa una minore capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, alle malattie e ad altri fattori di stress.

Oltre l’antropocentrismo: un’etica del cibo più consapevole

Durante l’incontro è emersa anche una riflessione di ordine etico. Una partecipante ha portato l’attenzione sul trattamento riservato agli animali negli allevamenti intensivi, definendolo «agghiacciante». Una considerazione che spinge verso il superamento dell’antropocentrismo, considerato sempre più una condizione necessaria per costruire una vera sostenibilità che includa anche il benessere animale.

Questo approccio richiama un’idea più ampia di sostenibilità, che non riguarda solo l’impatto ambientale o economico, ma anche il rispetto per tutte le forme di vita.

Cosa mangiamo davvero? Il caso della soia

Un altro dato eloquente emerso nel corso dell’incontro riguarda la soia, una delle colture più prodotte al mondo. Secondo stime recenti, il 77% della soia viene utilizzato come mangime per animali, e solo una piccola parte – circa il 7% – è destinata all’alimentazione umana diretta (come tofu, latte di soia, ecc.). Questo squilibrio rivela quanto l’attuale modello alimentare sia inefficiente e poco sostenibile, anche dal punto di vista delle risorse.

Regolamentazione e tutela dell’ambiente: il ruolo delle istituzioni

Nel dibattito è stata citata la Direttiva Nitrati (91/676/CEE), introdotta dall’Unione Europea per limitare l’inquinamento delle acque causato da nitrati agricoli. In Italia, la normativa ha portato all’individuazione di “zone vulnerabili”, in cui vigono regole più severe per l’uso di fertilizzanti. Questo dimostra come politiche pubbliche mirate possano contribuire a un’agricoltura più attenta alla salute del suolo e delle acque.

Dall’informazione all’azione: il cibo come gesto politico

In conclusione, il dialogo tra gli esperti ha evidenziato come le scelte alimentari individuali abbiano un ruolo determinante nel promuovere un modello più giusto, sano e sostenibile. Dalla preferenza per alimenti locali e di stagione alla riduzione del consumo di carne, passando per la lotta allo spreco alimentare, ognuno può contribuire al cambiamento.

Il cibo diventa così un gesto politico quotidiano, capace di trasformare il nostro rapporto con l’ambiente, la salute e gli altri esseri viventi. Un gesto che richiede consapevolezza, cultura e responsabilità.

Guarda il seminario

Per approfondire puoi rivedere l’intero seminario sul nostro canale YouTube

SISTEMI ALIMENTARI SOSTENIBILI. Gaetano Pascale Agronomo già presidente nazionale di Slow Food. Dr. Sergio Simonazzi – Veterinario

La pagina sul sito SEquS dedicata a questa formazione: Ciclo di formazione: “La conversione economica dell’ecologia”

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