Stop al genocidio: Palestina libera
Proviamo con ostinazione a fare del nostro meglio, pienamente coscienti dei nostri limiti. E’ alla nostra natura empatica e sensibile al bene comune, alla condivisione profonda della gioia e del dolore altrui che facciamo appello, questo da senso e valore alla speranza, all’utopia che si fa concretezza proprio nel tempo del presente in cui le scelte personali diventano scelte politiche collettive. Nessuno è indispensabile e tutti lo siamo allo stesso modo.
Come semi al vento.
Utopia…, desiderio di una umanità che non abbia più confini, stati, patrie identitarie da difendere, senza leader potenti all’ombra di bandiere, festanti fanfare ed eserciti in parata sempre pronti a farsi massacrare e a massacrare, eroi da ricordare, leader papi e re, fragili limitati esseri umani come tutti. Poi la realtà la contingenza insopportabile del presente ci impone di scegliere da che parte stare.
Due citazioni poetiche tratte da due canti, la prima è una traduzione di Sergio Bardotti della canzone di Vinicius de Moraes “Volesse il cielo” l’altra di Fabrizio De Andrè “La cattiva strada“.
Volesse il cielo
Che passato il vento ritornasse il canto che non finirà
Ed ascoltando si piangesse tanto che nel mondo il pianto non tornasse mai
Volesse il cielo che nascesse l’angelo alla passione che la vita dà
Volesse il cielo che ci fosse luce volesse il cielo che ci fosse pace…
La cattiva strada
Alla parata militare sputò negli occhi a un innocente e quando lui chiese “Perché” Lui gli rispose “Questo è niente e adesso è ora che io vada” E l’innocente lo seguì senza le armi lo seguì sulla sua cattiva strada…
Kalokagathia per condividere il bene e la bellezza
L’accidia, l’assuefazione al dolore, l’indifferenza ci disumanizzano tanto quanto ogni azione di ferocia violenza. Con gran fatica da visionari occorre ribellarsi reagire disarmati seguendo con ostinazione la cattiva strada insieme alzando gli occhi al cielo per misurare la distanza e il peso tra noi e l’infinito.
Il circolo SEquS Sicilia occidentale insieme all’Associazione Mediterranea Saving Humans in solidarietà con il popolo di Gaza, con il popolo palestinese e con tutte le vittime dell’ingiustizia, ha organizzato due giornate di solidarietà:
Il 9 maggio abbiamo proiettato il film No Other Land, premio oscar di quest’anno come migliore documentario. Un’opera che racconta con lucidità e coraggio la resistenza nonviolenta nei territori occupati.
Giorno 10 maggio in un evento pubblico abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare le testimonianze dirette di chi ha vissuto e visto con i propri occhi ciò che sta accadendo nei territori occupati dalla forza reazionaria antidemocratica e fascista dello stato di Israele in Cisgiordania.



In seguito si è svolta la marcia Resistere per Esistere. Sono stati momenti di vera e concreta solidarietà di vicinanza reale, in cui la comunità si è stretta attorno a chi oggi subisce oppressione e violenza.
C’è una bellezza legata all’avere e al potere, e c’è una bellezza legata all’essere e al condividere, alla dimensione fraterna dell’esistere.
Anche se siamo lontani geograficamente, possiamo e dobbiamo continuare a sentirci parte di un’umanità comune. Dove c’è ingiustizia, c’è bisogno che si accenda una luce. E quella luce, ad Alcamo, l’abbiamo intravista.
Un grazie speciale a Mediterranea, nata nel 2018 dall’indignazione per le morti nel Mediterraneo e la vergogna dei porti chiusi. Un’organizzazione che ha messo in mare, con coraggio e determinazione, la prima e ancora oggi unica nave del soccorso civile battente bandiera italiana. Un esempio concreto di come la solidarietà si traduca in azione.
Restiamo umani.
Alcamo 16 maggio 2025








