Strasburgo riconosce, nella Terra dei Fuochi, un rischio per la vita “reale e accertabile”

Foto: press relase della Corte Europea dei diritti dell’uomo

Oggi il diritto ad una vita sana degli abitanti della Terra dei Fuochi è un diritto riconosciuto dalla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (CEDU). Dall’Europa, ma non dall’Italia, che lo ha violato, lasciando per decenni i cittadini esposti a rischi “sufficientemente seri, reali, accertabili e imminenti”. Così il 30 gennaio, la CEDU, accogliendo i ricorsi presentati a Strasburgo da residenti e associazioni del territorio, ha condannato l’Italia e ordinato, in maniera vincolante, di “elaborare una strategia articolata per la Terra dei fuochi, di istituire un meccanismo di monitoraggio indipendente e di creare una piattaforma di informazione pubblica entro due anni”. Due anni, quindi, per introdurre misure che risolvano l’emergenza in un territorio, tra le province di Napoli e Caserta, inquinato, nel silenzio della classe politica, da interramento di rifiuti tossici, discariche abusive, roghi di immondizia. La sentenza non è ancora definitiva, ma è una piccola vittoria per i cittadini e gli attivisti che da decenni si battono contro il biocidio e chiedono a gran voce che i responsabili paghino per aver devastato e depredato una terra dove, per interessi politici ed economici ogni giorno si muore di patologie tumorali, anche rarissime, causate da fattori ambientali, riconosciute anche da studi scientifici ufficiali. La Corte Europea, tra gli altri aspetti, ha confermato che lo Stato italiano sapeva che nella Terra dei Fuochi si interravano, sversavano e bruciavano rifiuti speciali pericolosi, provenienti da tutta Europa, almeno dal 1988, ignorando per anni la voce di decine di migliaia di persone che, hanno denunciato la situazione manifestando per le strade di tutta la Regione.
Non si può lasciare in mano a questa politica, passata e presente, e a loschi interessi economici, la salute dei cittadini e l’integrità dell’ecosistema ma occorre cambiare le priorità di chi governa.

I cittadini devono iniziare a ribellarsi a questo stato di cose e a pretendere un’azione politica più orientata alla cura della casa comune.

Di seguito il Link al testo del comunicato stampa della Corte (Grazie a Enza Sola-Direttivo SEquS- sezione Campania, per il reportage)

https://hudoc.echr.coe.int/eng-press…

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