Tesseramento 2026
Cara/o socia/socio, sostenitore/sostenitrice di SEquS
Mentre l’occidente, a guida Trump, “festeggia la pace”, che in realtà è un cessate il fuoco, a seguito dell’accordo firmato il 13 ottobre 2025 all’International Congress Center di Sharm el-Sheikh (Egitto), con tanto di parata dei protagonisti (Egitto Turchia e Qatar), delle comparse (tutto o quasi tutto il resto del mondo) e immancabile distribuzione delle “patenti di bravura” (cfr Caracciolo – Otto e mezzo del 15/10/25) da parte dell’oligarca americano, in Palestina si continua a morire di fuoco incrociato, amico e nemico.
Il genocidio perpetrato da Israele, come ritorsione sproporzionata all’attacco terroristico del 7 ottobre 2023, è un atto di disumanità non conciliabile con l’idea che questi due popoli possano in tempi brevi realizzare una reale forma di pace e di vicinanza né tantomeno di convivenza. Tutte le teorie dei due popoli e due stati sono state azzerate dalla ferocia con cui i contendenti hanno, fatte le debite proporzioni, infierito gli uni sugli altri.
Lo scenario che abbiamo di fronte non suggerisce previsioni credibili sul futuro di quella e di altre terre.
Oggi a governare le menti sono l’odio e la vendetta che, in assenza di alternative, sono il nuovo motore dell’economia mondiale. In Palestina come in Ucraina.
Il nuovo processo di produzione industriale passa attraverso l’economia della distruzione, mediante la produzione di armi sempre più sofisticate, le tecnologie sempre più raffinate per consentire una maggiore precisione ed un numero sempre più elevato di vittime (l’odio va costantemente alimentato) e l’economia della ricostruzione, gli appalti dati a coloro che si sono impegnati maggiormente nella prima fase del processo o che lo hanno favorito con la loro inerzia, la loro complicità politica. In Palestina come in Ucraina appunto.
A questo si contrappone, senza esserne soluzione, un movimento di popolo che esprime nelle piazze la solidarietà e la vicinanza con il martoriato popolo Palestinese e sostiene l’iniziativa della Global Sumud Flotilla, un gruppo di circa quaranta imbarcazioni e partecipanti provenienti da quarantaquattro paesi, con l’obiettivo di rompere il blocco israeliano della Striscia di Gaza, rifornire di viveri e medicinali la popolazione palestinese affetta dalla carestia come conseguenza dei combattimenti nella Striscia e stabilire un corridoio umanitario.
Un atto di umanità, che si sostituisce alla mancanza di azioni politiche che ci si aspetterebbe dall’Europa e dai paesi che la compongono, di fronte ad una palese e perpetrata violazione dei diritti umani da parte di Israele nei confronti del popolo palestinese, e di speranza a contrastare la distopia degli eventi e degli scenari che prefigurano.
Tutto ciò però non basta. La progressiva riduzione dello spazio democratico è un fatto compiuto in Italia e non solo, certificato dalla costante diminuzione delle persone che non accedono alle urne, che rinunciano ad un diritto fondamentale quale quello del voto. La piazza da sola non basta alla democrazia.
A pochi giorni dalle manifestazioni in cui centinaia di migliaia di persone si sono riversate in piazza al grido Free Palestine, si sono svolte le elezioni regionali – Toscana, Marche, Calabria, a cui si sono aggiunte nell’ultima tornata, Veneto, Campania e Puglia. Gli esiti delle votazioni in termini di affluenza sono quanto meno scoraggianti e, se fossimo al cospetto di una consultazione referendaria, invalidanti. Nel migliore dei casi si è superato di poco il 50% degli aventi diritto (Regione Marche – 50,01%), in Toscana e in Calabria le percentuali sono inferiori, peggio nelle altre regioni.
Occorre riportare al centro dell’azione politica la partecipazione popolare alle decisioni che inevitabilmente ricadranno sulle nostre vite e sul destino di ciascun vivente. Il macro contesto internazionale si unisce ai contesti locali più di quanto non si possa immaginare. L’OIPE (Osservatorio Italiano Povertà Energetica) nel suo comunicato del dicembre 2024, denuncia oltre 2,4 milioni di famiglie in povertà energetica (difficoltà ad acquistare un paniere minimo di beni e servizi energetici).
Sul tema dell’energia e su altri temi economici che hanno ricadute sociali ed ecologiche rilevanti, ci siamo spesi molto in questi anni ad affermare la connessione diretta e proporzionale dell’impatto ecologico sui temi economici e sociali. Ci siamo prodigati per rendere pubbliche e accessibili le soluzioni e le politiche che dovrebbero essere adottate per rispondere alle crisi ecologiche, ed alle sfide economiche e sociali che abbiamo di fronte.
Lo abbiamo fatto con gli strumenti a nostra disposizione. In primo luogo con la passione politica che ci contraddistingue, con le competenze che in questi anni abbiamo cercato di affinare attraverso la formazione e attingendo al sapere di altri, cercando le risorse intellettuali e materiali che potessero rispondere alla realizzazione degli obiettivi che ci siamo prefissati, con l’apporto e il sostegno dei nostri soci e sostenitori ai quali chiediamo di continuare a sostenerci nel prossimo futuro, con il lavoro della redazione e dei circoli territoriali, con il lavoro volontario di tutti coloro che operano per una società sostenibile, equa e solidale.
Con questo spirito nel corso del 2025 abbiamo:
- Progettato e realizzato il ciclo di formazione sulla “Conversione economica dell’ecologia”, un ciclo di 11 seminari per formare a un ambientalismo consapevole e scientificamente autorevole e formulare proposte di politica ecologica e industriale da presentare a un soggetto politico istituzionale che possa tradurla in proposta di legge. Potrai trovare tutte le registrazioni degli incontri al seguente link https://www.youtube.com/channel/UCCXfpFt1vG811SDayGKdkAg
- Sostenuto attraverso azioni legali, esposti e ricorsi, le battaglie di civiltà contro l’abbattimento ingiustificato degli alberi urbani nelle città di Asti, Cuneo, Torino, appoggiando i comitati locali promotori dell’opposizione agli abbattimenti. Vedi anche articoli sul sito: Asti e Santena
- Contrastato attraverso pressione politica e ricorsi al TAR l’uccisione indiscriminata e suprematista dei colombi nella provincia di Asti.
- Aderito alla campagna di boicottaggio della spesa promossa da Ultima Generazione contro il rincaro dei prezzi.
- Riprogettato il sito e riorganizzata la redazione.
- Istituito il coordinamento dei circoli aprendo a tutti gli iscritti la partecipazione agli incontri.
L’esito del nostro lavoro lo si può vedere consultando il nostro sito.
Per queste ed altre ragioni vi chiediamo di rinnovare il vostro sostegno a SEquS mediante l’iscrizione ed il versamento della quota associativa. La quota annuale è rimasta invariata ed abbiamo introdotto altre possibilità ad importi crescenti per contribuire attivamente al progetto politico.
Il link sottostante vi collega direttamente alla pagina del sito.
https://sostenibilitaequitasolidarieta.it/richiesta-di-iscrizione-rinnovo-a-sequs/







Avreste dovuto crearlo con un nome breve e facilmente memorizzabile anche aggiungendolo alla dicitura del tipo Il Glibo o Gaia o Terra Mia
In realtà l’abbreviazione del nome esiste, ed è SEquS