Trump ridisegna le regole ambientali
U.S. Environmental Protection Agency
Il 12 febbraio 2026 l’amministrazione Trump cancella l’Endangerment Finding, l’atto formale con cui l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (Environmental Protection Agency- EPA) stabilisce la pericolosità dei gas serra per la salute pubblica. La conferma è arrivata dalla portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, che annuncia: “Questa settimana formalizzeremo la deregolamentazione per rovesciare la base giuridica dell’era Obama riguardo alle norme federali sui gas serra”. Un colpo di spugna che deregolamenta, probabilmente in maniera irreversibile, le norme sulle emissioni delle centrali elettriche e sul carburante per i veicoli. Fondato su un’ampia base di evidenze scientifiche, fu adottato nel dicembre 2009 dall’EPA, agenzia guidata dall’amministratrice Lisa Jackson, all’interno dell’amministrazione di Barack Obama, in una politica attenta alle questioni ambientali e favorevole alla regolazione climatica.

Cos’è l’EPA
L’EPA è l’agenzia del governo federale degli Stati Uniti, istituita nel 1970, responsabile della protezione della salute umana e dell’ambiente. Si occupa di regolamentare emissioni, inquinamento dell’aria e dell’acqua e di applicare le leggi ambientali federali. Ha un ruolo centrale nella politica statunitense e cerca di bilanciare la tutela dell’ambiente con le esigenze economiche e industriali del paese.
Che cos’è l’endangerment finding
L’endangerment finding è un atto formale che inserisce nella categoria degli inquinanti regolamentati dall’agenzia federale sei gas a effetto serra, tra i quali anidride carbonica e metano. Basandosi su rilevanze scientifiche pone le basi giuridiche per le norme climatiche dell’EPA e dal 2009, durante l’amministrazione Obama, è stato inserito nel Clean Air Act, la principale legge federale che regola e disciplina il controllo dell’inquinamento atmosferico nazionale.
Cosa aspettarsi
La questione endangerment finding rientra in una più ampia strategia di attacco ai temi ambientali, volta a favorire il fossile e dalla quale non possiamo aspettarci nulla di buono. Difatti, la seconda amministrazione Trump è intervenuta anche su altre questioni ambientali tagliando finanziamenti a progetti di ricerca, diminuendo drasticamente l’applicazione di relative norme e indebolendo gli standard di efficienza e di emissioni per le automobili. Anche il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi rientra in questo quadro, con conseguente distacco dalla cooperazione globale nelle politiche ambientali. L’abrogazione dell’endangerment finding comporta la revoca immediata dell’obbligo di standard federali sulle emissioni di gas serra. E questa non è una buona notizia. Gli Stati Uniti sono il secondo maggior emettitore al mondo dopo la Cina e producono circa il 13-15% delle emissioni globali annuali di gas serra che provengono dai trasporti (auto, camion, aerei), produzione di elettricità (soprattutto gas naturale e carbone), industria pesante, edilizia, riscaldamento e agricoltura. In definitiva, con questo ultimo provvedimento cade il pilastro legale delle leggi ambientaliste americane: niente più limiti alle emissioni. Questa decisione ha già visto forti reazioni da parte di leader politici, gruppi ambientalisti, imprese ed esperti del settore, che la considerano un vero e proprio attacco all’ambiente e alla salute pubblica e che promettono di impugnare la revoca in tribunale. Il dibattito resta aperto.
Foto di Сергей Нестеров






