Un mondo sostenibile non può prescindere dall’eliminare le forti iniquità economiche e sociali

63 milioni di super-ricchi hanno emesso nel tempo il 15% di CO2 totale mentre 3,1 miliardi di persone solo il 7%. (OXFAM, rapporto Disuguaglianza da CO2).

Secondo “Trasport Environment”, il 50% delle emissioni globali dell’aviazione sono causate da un gruppo molto piccolo di persone, in pratica i super ricchi che “saltano su jet privati per brevissime distanze”. Non solo: le emissioni di CO2 sui jet privati sono aumentate vertiginosamente – del 31% – negli ultimi anni, dal 2005 al 2019, molto più dell’aviazione commerciale, in crescita addirittura durante gli anni del Covid.

Questi sono giusto alcuni degli spaccati che fotografano un mondo altamente iniquo in cui la metà più povera di popolazione è costretta a subire l’impatto dello stile di vita insostenibile di pochi milioni di persone. Globalmente, lo stile di vita, di produzione e di consumo di una minoranza privilegiata di abitanti del pianeta sta alimentando la crisi climatica e a pagarne il prezzo sono i più poveri del mondo e saranno, oggi e in futuro, le giovani generazioni.

Con l’allentamento delle restrizioni imposte dalla pandemia di Covid-19, le emissioni di CO2 sono di fatto tornate a crescere: è essenziale perciò ridurre fortemente la disuguaglianza da emissioni di CO2 globali entro il 2030 per non far aumentare la temperatura globale oltre 1,5 gradi centigradi, contraendo fortemente i consumi di chi ne ha prodotte in eccesso.

Sempre secondo OXFAM infatti il 10% più ricco dovrebbe ridurre di dieci volte le proprie emissioni pro-capite di CO2 entro il 2030, per fare in modo che l’aumento delle temperature globali non oltrepassi 1,5 gradi centigradi. Anche a livello di policy Europea i target di riduzione climatica sono chiari, secondo i dettami del Green new Deal e di Fit for 55: “emissioni nette zero” entro il 2050, riduzione netta del 55% entro il 2030, sempre ammesso che ciò basti.

I problemi ambientali non sono però legati soltanto al clima e alle emissioni climalteranti ma in generale all’overshoot day del pianeta, anch’esso distribuito con grande squilibrio tra paesi ricchi e poveri o entro aree dei paesi (nord e sud Italia). Sono poi legati alla conseguente perdita di biodiversità, ossia all’estinzione di massa già avvenuta per migliaia di specie viventi solo negli ultimi decenni, causata dall’antropizzazione e dall’inquinamento degli ecosistemi (si pensi all’enorme problema della plastica diffusa ormai capillarmente in tutto il pianeta).

In SequS sosteniamo l’impellenza di intervenire immediatamente attraverso opportuna legislazione e regolamentazione sul modo di vivere dell’1% più ricco del pianeta fin a livello nazionale, attraverso strumenti fiscali e politici atti a limitare radicalmente la possibilità che queste persone hanno di danneggiare il clima, sottraendo futuro a tutti gli altri.

Per stare sul tema dell’articolo del FQ che prendiamo come spunto, sul danno immenso causato al clima dei voli aerei, SEquS fa notare che sarebbe fortemente auspicabile per i regolatori mondiali, europei, nazionali, attivare immediatamente delle pesanti carbon tax, attualmente e inspiegabilmente NON applicate, sui voli turistici e su tutti i jet privati, prevedendo delle compensazioni per le aziende che decidono di uscire dal settore e riconvertirsi, soprattutto per i lavoratori.

Non crediamo nella fattibilità di una conversione del settore in qualcosa di sostenibile, date le enormi quantità di energie (e di sprechi) necessaria per sostenere in volo mezzi estremamente pesanti, spesso usati in modo del tutto superfluo se non addirittura come status symbol.

Come vedete, equità ambientale e climatica sono sempre accoppiate nella trattazione del tema “sostenibilità ambientale”; inoltre la sostenibilità economica è spesso scollegata da quella ambientale, a casusa di numerosi costi nascosti anche di tecnologie apparentemente virtuose, di impatti indiretti, di effetti rimbalzo, dello spostamento di problemi ed effetti nello spazio e nel tempo.

(commento a cura di F. Cortesi, membro del direttivo nazionale)

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2022/08/23/jet-ricchi/6771481/

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